A Londra in barca – ovvero le avventure di Nelson e il Mozzo

Il 2018 verrà ricordato negli annali come l’anno in cui, a Londra, vi fu l’estate. 

A voi turisti che siete lì o che state partendo per la mia seconda città preferita al mondo (lo so, è incredibile ma ormai è amore tra me e Londra), due raccomandazioni.

La prima: non fatevi sentire da me mentre dite che il tempo a Londra è sempre bellissimo perchè, come ho già minacciato in passato, se vi sento vi prendo a calcioni nel sedere. L’amore non mi rende così cieca: a Londra, ordinariamente, il clima fa schifo, non se ne discute.

La seconda: visto che avete la fortuna di trovare l’estate in una città dove, per solito, come dicevamo, il tempo fa schifo, fate qualcosa di speciale oltre ai soliti giretti turistici Covent Garden, Oxford Street, Camden Town e roba varia. Affittate una barca e andate in giro lungo canale.

Essendo miei assidui lettori (giusto?), avrete letto di una passeggiata da Paddington a Camden lungo il Regent’s Canal. Ebbene, approfittando di una giornata di sole meraviglioso, Clodia ed io abbiamo seguito lo stesso itinerario ma in barca. E questo è il racconto della nostra avventura, ovvero della prima avventura di Nelson ed il Mozzo.

Affittare la barchetta a motore è facilissimo: basta andare sul sito goboat.co.uk ed avere una carta di credito. Un’ora costa 59 pounds, due ore 89 (nei weekend è più costoso) e caldeggio di prenotarne due: la prima ora scorrerà così veloce che vi domanderete, addirittura, se due siano sufficienti. 

Come richiesto dal sito, siamo arrivate con un quarto d’ora di anticipo rispetto all’orario di partenza: i britannici, si sa, sono precisi e prima di consegnarti la barchetta devono darti alcune indicazioni. Ora, fatalità ha voluto che le istruzioni sull’uso del natante siano state fornite solo a me perchè, proprio in quel momento, Clodia – ora detta anche il Mozzo – era occupata a fare la cambusa, ossia stava comprando del cibo. Cosi io, Valentina alias Ammiraglio Nelson, ho ascoltato con enorme attenzioni le indicazioni in ordine all’uso della barca ed al percorso, da seguire, ho annuito seria più volte, ho sorriso quando mi sembrava giusto, ho esclamato qualche “of course!” e, in concreto, ho capito un quarto di quello che mi è stato detto. Tuttavia ho reputato che fosse sufficiente: si trattava di utilizzare un motore elettrico da pochi cavalli, mica gestire un catamarano da 30 piedi! 

Clodia il Mozzo è arrivata in perfetta coincidenza con la fine delle spiegazioni; è salita a bordo, elegantissima con un panama bianco gentilmente fregato dall’armadio del Biondino suo marito, e mi ha subito chiesto:

“Cos’è quello?” indicando il mezzo marinaio.

“Il mezzo marinaio” ho risposto con il piglio degno di Nelson.

“A che serve?” ha chiesto il Mozzo, lasciando così trasparire la sua totale ignoranza in fatto di barche.

“A prendere le funi. Non preoccuparti, ci penso io” ho rassicurato il mio Mozzo e ci siamo avviate, con l’istruttore, per il giro di prova che abbiamo superato brillantemente. Si potrebbe precisare che non superarlo sarebbe stato pressochè impossibile date, appunto, le caratteristiche del natante, ma perchè essere pignoli? Terminato trionfalmente il giro di prova, abbiamo sbarcato l’istruttore e, tronfie, siamo partite alla conquista del canale.

Arrivare a Little Venice è un attimo: il nostro motore ci dà grande soddisfazione, io timono con la destrezza di un lupo di mare, evito di investire oche e cigni ed impartisco al Mozzo i primi rudimenti della navigazione, tipo se vuoi andare a destra sposta la barra a sinistra, le basi.

A Little Venice sta timonando  il Mozzo che mi domanda: 

“Nelson, dove andiamo adesso!”

“Dritto!” ordino senza dubbio alcuno, chè altra strada “canalare” non vedo.

“E di là dove si va?” domanda il mio Mozzo titubante. A quel punto mi sovviene qualcosa che mi era stato detto dall’istruttore, tipo “don’t dargt djtha lea jdia and turn right scghrtpad kalr sjrja chxxw sja dangerous ght yuahd Kensal Green” e la mia mente si illumina:

“Vira, Mozzo, chè se andiamo dritto finiamo al cimitero di Kensal Green ed è pericoloso!”

Con destrezza degna di Nelson, il mio Mozzo ha virato e ha posto il natante sul ramo giusto del canale; da lì è impossibile sbagliare, non ci sono altre diramazioni.

Per festeggiare la manovra e lo scampato pericolo, abbiamo ritenuto giusto stappare la bottiglia di vino bianco che avevamo portato. A tal proposito è giusto sappiate che la vostra cambusa potrebbe essere ispezionata, prima della partenza, dagli addetti ai controlli. Sono ammesse a bordo solo una bottiglia di vino ogni due persone o due birre a testa. Assolutamente vietato introdurre super alcolici. Voi direte: ma ti pare che mi porto una bottiglia di gin, in barca, alle 10.30 del mattino? No, a me non pare ma ai britannici sì, parrebbe senza problema. Forse ai britannici pare anche strano che la barchetta non sia dotata di un bagno: deve essere per questo che, nella email di conferma che si riceve dopo la prenotazione, viene consigliato di usare il bagno a terra prima di iniziare la navigazione, cosa che, evidentemente, non è da considerarsi così intuitiva.

Intanto il tempo scorre lungo il canale e, tra una patatina ed un sandwich, tra un tunnel ed un’oca, la bottiglia è finita senza che ce ne accorgessimo. Che meravigliosa canalata, interrotta molto prima di arrivare a Camden perchè il nostro tempo stava scadendo. 

Ligie alle regole, abbiamo invertito la rotta e, lemme lemme, siamo tornate indietro, in ritardo, un ritardo che si è andato accumulando perchè il natante sembrava andare molto più lento. Quando un’altra barchetta con 8 persone a bordo ci ha superate, ci è stato chiaro che era successo qualcosa; è emerso, grazie ad un rapido consulto con coloro che ci avevano superato, che occorreva pulire l’elica del motore utilizzando proprio il mezzo marinaio, cosa della quale non escludo di essere stata resa edotta nel corso del colloquio iniziale ma, ecco, non ho mai detto di aver capito tutto.

Veloci come un cinquantino della Piaggio anni 80, siamo tornate indietro accumulando solo 30 minuti di ritardo, che su un’ora di affitto non è male. Stranamente, non siamo state riprese nè ci è stato addebitato il surplus. D’altra parte come avrebbero potuto sanzionare un duo straordinario come Nelson ed il Mozzo?

Devo dare atto al Mozzo di reggere molto bene il vino; a me è servito del tempo prima di riprendere una perfetta padronanza ed avviarmi, con il fedele Mozzo, a brindare con una birra alla nostra navigata. 

Entusiaste della giornata, abbiamo condiviso le nostre gesta su Instagram, dove potrete vederci e seguirci utilizzando #nelsoneilmozzo. 

E adesso tocca a voi: andate, “canalate” e postate la vostra avventura su Instagram taggando #nelsoneilmozzo, so che vi divertirete un mondo ed il divertimento va sempre condiviso!

N.D.R.

Per completezza, vi informo che, in alcuni canali, tipo quelli di Canary Warf, è possibile affittare delle comodissime vasche da bagno idromassaggio, circolari e a motore, piene di acqua a 38 gradi, e navigare a mollo e in costume. Nelson ed il Mozzo non hanno usufruito dell servizio, chè non si è mai visto un Ammiraglio Nelson navigare in costume dentro una vasca, ma se foste interessati, il sito è hottuguk.com

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