3 cose da fare nella Tube di Londra

La Tube, si sa, è un fantastico mezzo di trasporto: attraversa Londra in lungo ed in largo, tocca quasi ogni angolo della città, è rapida, efficiente e comoda, almeno fuori dall’ora di punta.

Se durante la rush hour, infatti, si sta incastrati e appiccicati gli uni agli altri, nel resto della giornata è una pacchia: i treni sono quasi vuoti, si trova sempre posto a sedere e capita di avere, addirittura, il vagone tutto per sè. Ed è in queste ore che i britannici danno il meglio di loro, nella metro.

Se pensate che la Tube sia solo un mezzo di trasporto, vi sbagliate di gran lunga: per i britannici i vagoni dei treni sono una sorta di appendice di casa, un corridoio tra il loro appartamento e l’ufficio o il ristorante o qualunque sia la loro meta finale. Qualsiasi cosa voi facciate a casa, prima di un appuntamento o prima di andare al lavoro, loro la fanno in treno.

Leggere o studiare è roba banale, lo faccio anche io. Ma i britannici non sono banali, per niente.

La mattina, in genere, è dedicata al trucco: mica vorrai arrivare in ufficio struccata, no? E allora trova un posto a sedere, mettiti comoda, apri la borsa e tira fuori di tutto, dal fondotinta al rossetto, passando per ombretti, matite, rimmel oltre ad un numero imprecisato di creme e cremine che non so identificare. Io tutta quella roba non ce l’ho nemmeno a casa; le britanniche la estraggono dalla borsa e se la spalmano lungo il tragitto in metro con una nonchalance da fare invidia: salgono dei cessi e scendono delle strafighe. Ci provassi io, a truccarmi sul treno, riuscirei a spalmarmi il rossetto ovunque, tra una frenata e l’altra, e non escludo la concreta possibilità di accecarmi con il pennellino del mascara: in pratica, salirei normale e scenderei trasformata in un Joker orbo. 

La Tube è anche il luogo ideale dove fare uno spuntino: i britannici e i londinesi in genere accedono al vagone guardandosi intorno, scelgono il posto ideale, si accomodano come fossero al ristorante, aprono borse immense o zainetti gonfi ed estraggono il cibo. Può essere un pacchetto di patatine, un thermos o un frutto ma, più spesso, è una vaschetta preparata da casa che contiene cibo cotto, insalate, macedonie. Di tutto. Per non dire di quando si rimpinzano di miscugli comprati nei fast food, intrugli che, una volta aperti, diffondono nel vagone miasmi sgradevolissimi. Se, per sfiga, ti ritrovi seduto accanto ad un “mangiatore” hai solo due scelte: ti alzi e cerchi un posto lontanissimo da lui, possibilmente in un altro vagone, o resti lì e ti arrendi al fatto che scenderai puzzando di cibo. 

Quanto a bere, ci sono severe restrizioni.

C’è stato un momento in cui era possibile bere qualsiasi cosa sui mezzi pubblici. Risultato: una catastrofe. Lattine, bottiglie e sporcizia ovunque. Oltre a caos generalizzato e condotte riprovevoli

Per questo motivo, dal 2008, l’azienda dei trasporti pubblici ha vietato l’alcol a bordo: che tu sia un passeggero o il conducente vale la stessa regola, non si possono bere alcolici. Punto. E siccome i britannici rispettano le regole, se no sono guai seri, non si vede più gente scolare lattine di birra o bottiglie di whiskey. 

Con due, meravigliose, eccezioni.

Diane Abbot, nota parlamentare, è stata avvistata sulla Overground, e fotografata, mentre beveva una lattina di mojito di Marks and Spencer. Non so decidere se l’idea più geniale sia stata bere sulla metro o bere un mojito in lattina – cosa che al solo pensiero desta orrore – fatto sta che la Abbot lo ha fatto ed ha dovuto scusarsi pubblicamente. 

Con orgoglio e senza timore di essere smentiti, possiamo dire che, in Italia, cose così non succederebbero mai: vallo a trovare un politico su di un mezzo pubblico e mi dici!

E poi la seconda eccezione, la mia preferita.

Lei è alta, bionda, capelli divisi a metà sulla testa e legati in un perfetto chignon; veste di nero ed indossa grandi occhiali da sole; le infradito con le calze tradiscono la sua nazionalità britannica. 

Entra nel vagone altezzosa ed elegante.

Si siede.

Apre la shopping bag nera bordata di rosso che ha con sè ed estrae una lattina rosa: è gin. No, mica penserete che una tipa così possa bere del gin dalla lattina, vero? Ma figuriamoci, lei è lei, sofisticata ed a suo agio nel mondo, una di quelle che, ovunque sia, si sente a casa. Infatti, in un attimo, la vedi lì, impeccabile ed impettita, a sorseggiare il suo gin da un calice di vetro estratto, come un gioco di prestigio, dalla borsa che tutto contiene. D’altra parte una che viaggia in metro avrà pur diritto a rilassarsi un po’?

Lady Gin è stata avvistata già un paio di volte; io non ho ancora avuto il piacere ma non voglio farmi trovare impreparata e giro con un calice di vetro nella borsa: perchè non sarò mai in grado di truccarmi nella Tube, ma quanto a bere, quello posso farlo, e anche benissimo, ovunque.

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