A Gaza ancora nessuna tregua: ecco le richieste di Hamas

morte-striscia-gazaIn nove giorni di raid sono stati sparati 1.260 razzi, dei quali ben 985 hanno raggiunto il territorio israeliano, 225 sono stati intercettati dalle batterie di difesa, gli altri sono caduti in zone aperte. Gli aerei israeliani hanno solcato in lungo e largo i cieli della Striscia per tutta la notte, dopo il fallito tentativo di mediazione operato martedì scorso dall’Egitto di al Sisi, così il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri ha smentito la notizia secondo cui è stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco con Israele (per permettere l’evacuazione dei feriti e l’approvvigionamento della popolazione di Gaza).

La tregua era stata chiesta martedì, dopo l’offensiva “Margine Protettivo”, dall’inviato Onu per il Medio Oriente, Robert Serry, a seguito della barbara uccisione di quattro bambini palestinesi nella spiaggia di Gaza, che fa salire a 225 il numero delle vittime. Si tratta del più alto numero di morti negli ultimi cinque anni di scontri tra lo Stato ebraico e i palestinesi (24 donne e 39 tra bambini e adolescenti fino a 16 anni, mentre i feriti sono più di 1.500).

Intanto il presidente israeliano uscente, Shimon Peres ha chiesto scusa per l’ennesima strage, seppur precisando si sia trattato solo di un incidente, mentre le autorità palestinesi hanno aperto un’inchiesta per ricostruire la dinamica del tragico evento. Secondo le ricostruzioni, un primo razzo è stato sparato sul tetto per avvertire che stava per essere distrutto, mentre gli ignari ragazzini stavano giocando a pallone sulla spiaggia.

All’improvviso due missili, o forse colpi di cannone a guida elettronica, li hanno colpiti. Si tratta dei cugini Bakr: Ahed, Zaka­ria, Ramez e Moham­med, di età compresa tra i nove e i 13 anni. Contemporaneamente si è poi consumata un’altra strage a Khan Yunis, dove a perdere la vita è stato un bambino di 10 anni, Omar Abu Daqqa, assieme a due parenti, Ibra­him Abu Daqqa e l’anziana Kha­dra Abu Daqqa, a seguito del lancio di un mis­sile sgan­ciato da un drone.

Contemporaneamente, un mis­sile, sgan­ciato da un aereo israe­liano, aveva distrutto un edi­fi­cio a Gaza city ucci­dendo una bimba di 6 anni, Hamza Fares, 6 anni, mentre un’altra di 5 anni, è pre­ci­pi­tata dal bal­cone di casa a seguito di una scossa provocata dal crollo di un palazzo cen­trato da una bomba ad alto poten­ziale.

Per quanto riguarda la tregua, il leader dell’organizzazione Hamas , Mushir al-Masri è stato perentorio: “Per il cessate-il-fuoco-vogliamo garanzie da parte dei mediatori arabi e regionali prima di siglare un cessate il fuoco con Israele”. Ha poi puntualizzato “Negli ultimi giorni Hamas ha avuto molti contatti con paesi arabi e islamici per discutere della tregua. Turchia e Qatar stanno facendo molti sforzi per arrivare alla proclamazione di un cessate il fuoco”.

Ma ecco quali sono esattamente le richieste di Hamas per un’ipotetica tregua di 10 anni, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Maariv.

1)    La riapertura del valico di Rafah (da cui si accede al Sinai egiziano).

2)    Riattivazione dell’aeroporto internazionale di Dahanyeh (in disuso da molti anni) e di poter disporre di un porto marino.

3)    Ai pescatori di Gaza dovrà essere concesso di spingersi fino a 10 miglia marine dalla costa, mentre agli agricoltori dovrà essere permesso di lavorare i campi fino a ridosso dei reticolati di confine con Israele.

4)    Gli abitanti di Gaza devono avere il permesso di transito per recarsi in preghiera alla moschea di al-Aqsa a Gerusalemme.

5)    Nell’immediato, Israele dovrà liberare le centinaia di palestinesi arrestati in Cisgiordania nelle settimane passate,

6)    Sul piano politico, Israele dovrà inoltre impegnarsi a non ostacolare nuove elezioni politiche nei Territori e dovrà far retrocedere i propri mezzi blindati che circondano la striscia di Gaza.

di Simona Mazza

foto: politicalive.com

 

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